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ARREDO SACRO

 - STUDI DI FORMA
Il silenzio, l’incontro e la fratellanza sono i motivi ispiratori di questo intervento volto a conferire alla cappella un assetto strutturale simbolico. Il silenzio, come mezzo di meditazione e di preghiera, è il connaturarsi dell’esperienza che mette l’uomo in diretto rapporto con la fede tramite l’assenza del superfluo, delle contaminazioni terrene e delle interferenze materiali. Il silenzio preparatore, attraverso l’immateriale vissuto come luogo di anticipazione spirituale, è il necessario svolgersi della riflessione come ritorno d’eco della propria aspirazione al bene, concepito come duplice atto verso l’uomo e verso Dio. Se l’ignoto si rivela attraverso la fede, la compiutezza del rapporto con Dio non può che avvenire attraverso il passaggio tra meditazione e preghiera. Se la prima è constatazione dell’essere, la seconda è voce dell’anima. Il naturale punto di partenza del rapporto con la spiritualità è la compiutezza del modo attraverso il quale si giunge al cospetto del Divino. Se attraverso la meditazione e la preghiera si stabilisce il valore di vicinanza nei confronti del Signore, il successivo rapporto con l’uomo diviene consapevolezza di fratellanza con il proprio simile, attraverso il riconoscimento dell’anima. La predicazione francescana attraverso la semplicità stabilisce quella felice e vitale triangolazione che porta l’uomo a nutrirsi della fede, per poi nutrire l’affamato. Quando Francesco indica nella fratellanza la struttura primaria dell’aggregazione conventuale, stabilisce una funzione attiva di rapporto con la fede, volta a rafforzare attraverso la preghiera comunitaria il valore di vicinanza dell’uomo, inteso come genere, al principio divino. Questo trasporto, che diviene mezzo, è l’incontro con la croce e quindi con la sofferenza. L’idea di povertà francescana come spoliazione del superfluo e come volontà di leggerezza, è al contempo ammissione gravitazionale di una umanità appesantita dai beni materiali.
Il saio come risposta è il significante che si presta a significati profondi dei quali Francesco ne avverte la potenza sotto forma di simbolo. L’incontro con la croce è l’incontro con la sofferenza dell’uomo, l’abito è quindi la croce, il Tau assunto come simbolo ne evidenzia i caratteri e stabilisce non solo una identità, ne esalta il valore salvandone ogni volta il contenuto.
 
 
LA CROCE - L’incontro con la cappella è in primo luogo l’incontro con la croce. Se il Tau, come ultima lettera dell’alfabeto greco ed ebraico, evidenzia la fine di un percorso, l’incontro con la croce non può che essere un percorso nuovo che si rinnova ogni giorno. La croce, posta al centro della parete, evidenzia la centralità del quotidiano incontro con Cristo. Il grande quadrato, diviso in quattro parti uguali e composto in travertino frantumato, rimanda all’elemento terra, mentre la croce, pensata in castagno martellato e levigato, a sua volta composta di due parti, racchiude la simbologia dell’incontro armonico tra uomo e fede. Il segno d’ombra che ne caratterizza la centralità è il divenire costante del gesto.
 
 
LE LAMPADE – Gli elementi in pietra, posti lateralmente alla croce, nell’indicare la centralità dell’elemento simbolo, stabiliscono un contatto tra la parete e la terra. Le due lampade, lasciando intravedere la luminosità tra le feritoie, irradiano un fascio di luce triangolare che congiunge la parete al piano. In corrispondenza del fascio luminoso sono collocate le due panche laterali, pensate anch’esse in castagno, le quali ricevono in termini simbolici dalle sovrastanti lampade la luce.
 
 
L’ALTARE – Immaginando l’atto del ringraziamento del religioso, in ginocchio con le braccia aperte, è venuto naturale riproporre il gesto, attraverso la plasticità della forma che racchiude al suo interno il contenuto simbolico dell’incontro che genera amore. Il ruvido del castagno martellato simboleggia la povertà e l’essenzialità del gesto, mentre la pietra, composta all’interno dell’altare, che segna il percorso verso la croce, indica il continuo cammino che produce ricchezza interiore. La struttura simbolo, posta sotto la croce ed in collegamento tramite il sacerdote, è l’immagine di compiutezza del rito. La semplicità del prospetto frontale è in primo luogo presenza e persistenza dell’immagine simbolo. Sia l’ambone in castagno, contenente al suo interno la pietra frantumata, che l’acquasantiera in travertino, (prevista ma non presente nel bozzetto) simboleggiano l’andare verso Dio (acquasantiera) e venire verso l’uomo (ambone).

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