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LE MIE FONTANE

Fontana (Giave) Ss

Fontana (Giave) Ss - STUDI DI FORMA
 Se come scriveva Conrad Fiedler : “ L'arte è  l'adempimento di un desiderio” il privilegio dell'artista è quello di mettere mano all'anima delle cose. Si tratta di raccogliere gli indizi che la storia lascia sul nostro cammino per farli appartenere all’idea. Se l'urbanistica è lo spazio collettivo del rituale umano, la pietra è da sempre la carta di identità di qualsiasi territorio. La scultura che occupa il palcoscenico dello spazio collettivo deve potersi tramutare in sintesi del vissuto. Essere operai delle proprie idee è in qualche modo dichiarare l’appartenenza a quel mondo fatto di bisogni primari. E’ il preservare il cordone ombelicale che ci lega alle origini delle cose. Il bisogno è quello  di stabilire un perenne contatto  tra pensiero e materia per non divenire stranieri del nostro tempo.

Fontana (Civitella del Lago) Tr

Fontana (Civitella del Lago) Tr - STUDI DI FORMA
La costruzione di un’idea non ha fatiche, non ha inizio e non ha fine.  Questo tempo distribuito dentro giorni fatti di un giorno solo accende le attese. La scultura non ha promesse da mantenere ma solo opportunità da cogliere che di tanto in tanto si affacciano dalle finestre della materia. Il tutto ed il nulla si succedono nel gioco della costruzione. I contorni tracciati con le dita sono strade che conducono a luoghi della memoria da dove altre linee vanno via veloci,  come lune dipinte sfiorando il profilo dei sogni. Lo scalpello traccia solchi buoni per la semina dell’idea. Le attese si fanno piccole nelle mani per essere contenute dal gesto da ripetere il giorno dopo. Immettere una forma nuova nel mondo non è un atto di presunzione, è una forma di rispetto  nei confronti di un oggetto nel pensarlo valido per lo spazio che lo accoglie. La scultura è fondamentalmente un gioco quindi è necessario restare in qualche modo bambini.

Fontana (Penna in teverina) Tr

Fontana (Penna in teverina) Tr - STUDI DI FORMA
Il bambino che dorme si sveglia ogni volta che il gioco si fa madre. La costruzione di un’idea non ha fatiche ma silenzi da distribuire sulle pareti dei sogni. Da operai delle proprie idee si osserva il mondo scivolare dentro quel desiderio da tramutare in forma. Gli alfabeti hanno geometrie da spendere, il gesto che li raccoglie ha del bambino la curiosità e la voglia. La scultura che fa di una materia inerte una lingua viva è chiamata ad accendere suggestioni. Il miraggio sembra tramutarsi in verità ogni volta che il suono della vita si avvicina. La pietra come vestito buono per la messa in scena dell’arte si avvicina. Lo scrigno delle probabilità è quello che meglio di altri offre il dubbio delle certezze.

Fontana (Caprarola) Vt

Fontana (Caprarola) Vt - STUDI DI FORMA
In un attimo il tempo fluisce nelle mani. Il giorno fatto di tanti giorni come risposta all’idea si veste di intenzioni. Ancora una volta c’è da far somigliare alla vita la forma nata dalla pietra. Il privilegio è quello di sentirsi parte della cosa che accade. Il tempo delle mani respirato dagli occhi si adagia sopra pietre da guardare con le dita. Questo succedersi del tutto e del nulla avvolge il perimetro dell’anima ancora una volta da indovinare. La costruzione dell’idea è desiderio da distribuire dentro la materia. Si ritorna alla polvere arcaica degli utensili percorrendo il sentiero della cultura materiale. Quando la scultura è vicina al senso del pane assume forme semplici. La sua condizione non è solo quella di piacere a qualcuno ma soprattutto quella di servire a qualcosa.

Fontana (Civitavecchia) Rm

Fontana (Civitavecchia) Rm - STUDI DI FORMA
Il lasciar cadere un attimo per sentirne il rumore, è voler conoscere il peso dei nostri pensieri. L’arte, come terra dei silenzi, accoglie il tintinnio delle esperienze. A noi spetta il compito di lasciare l’aria pulita ogni giorno, quello di preservare la limpidezza dello stagno, perché ognuno con il proprio volto possa trovare nello specchio una parte di sé che ancora non conosce. L’arte avrà senso fino a quando avremo bisogno di pretesti per avvicinarci a noi stessi. Le forme primarie hanno il fascino degli inizi, non è necessario che siano belle, è più importante che esprimano vitalità, perché già da bambini, prima di riconoscere la differenza che passa tra un albero e l'altro, riconosciamo la differenza che passa tra un albero vivo ed un albero morto